Turco (Uilpa): Per rilanciare la Pa servono fatti concreti e investimenti

La Pa va rilanciata “con fatti concreti e realmente produttivi di risultati, con investimenti seri sul personale e sulle strutture”.

A parlare è il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco che conosce molto bene i meccanismi che fanno muovere la macchina amministrativa e boccia, senza mezzi termini, il ddl “Concretezza” in discussione al Parlamento,

Segretario, quando si parla di Pubblica Amministrazione troppo spesso si tende ad associare l’idea della macchina pubblica con i concetti di  costo o addirittura spreco, oppure di inefficienza e assenteismo…

“Questo degrado, con il quale ci troviamo a convivere nostro malgrado, è il risultato delle politiche portate avanti in modo generalizzato dai Governi di vario colore, che hanno svilito non poco il valore del lavoro pubblico. I ripetuti attacchi alla categoria dei dipendenti pubblici hanno contribuito a generare nell’immaginario collettivo la figura del dipendente pubblico “sfaccendato”, in barba al lavoro quotidianamente svolto da circa 3,2 milioni di persone che, con grande sacrificio, riescono ancora a garantire la funzionalità del sistema pubblico e l’erogazione dei servizi al cittadino, nonostante le vertiginose carenze di personale, dovute al blocco del turnover, ed i carichi di lavoro enormi. E soprattutto nonostante il blocco della contrattazione, durato ben nove anni, che ha eroso fino all’osso il potere di acquisto dei dipendenti pubblici”.

Parliamo di blocco della contrattazione. Cosa ha significato e come ne siete usciti?

“Il reiterato blocco delle retribuzioni ha determinato un ampliamento di quel gap, già esistente, tra la condizione economica dei lavoratori pubblici italiani e quella dei lavoratori pubblici degli altri Paesi europei.  A dispetto di quanto spesso si sente affermare, raffrontando le retribuzioni medie dei dipendenti pubblici dei Paesi europei più rappresentativi,  l’Italia è il fanalino di coda nella classifica degli stipendi pubblici! La vertenza per il rinnovo dei contratti non è stata una battaglia corporativistica ma una battaglia finalizzata al riconoscimento di un diritto  inalienabile dei lavoratori, che è quello di percepire una retribuzione proporzionale alla qualità e alla quantità del svolto e tale da garantire la conduzione di un’esistenza  dignitosa. Non è stato facile arrivare al conseguimento del risultato, sono stati necessari anni duri, fatti di manifestazioni, scioperi, battaglie su tutti i fronti. In tale contesto, noi possiamo dire di aver avuto coraggio nel rivendicare a gran voce la cifra di 7 miliardi di euro per il rinnovo dei contratti pubblici, somma che si avvicinata moltissimo a quella alla fine stanziata dalla parte politica. Ma cosa più importante,  il nuovo contratto ha consentito di restituire valore,  ruolo e materie alla contrattazione nazionale e integrativa nonché il ripristino di relazioni sindacali degne di questo nome. Tale successo, tuttavia, lascia irrisolte molte altre problematiche che si ripercuotono sulla funzionalità del Servizio Pubblico”.

Quali sono? Leggilo sul Focus La voce dei cittadini 000

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