La ‘Ndrangheta in Veneto, storia di una presenza trentennale

La ‘Ndrangheta, tra le più potenti corporazioni mafiose al mondo, è presente in Veneto da almeno 30 anni. L’ennesima operazione dei Ros dei carabinieri, datata 13 febbraio, ha portato a termine sette ordini di custodia cautelare e venti perquisizioni tra le province di Verona, Venezia, Vicenza, Treviso, Ancona, Genova e Crotone. Le accuse sono: estorsione, violenza o minaccia per costringere a commettere un reato, trasferimento fraudolento di valori, resistenza a pubblico ufficiale, incendio, minaccia, tentata frode processuale, commessi con modalità mafiose. Ancora una volta la conferma della presenza mafiosa nel nord di Italia, una realtà decennale dai contorni ormai emergenziali. I militari hanno documentato, nuovamente, il modus operandi di questa realtà mafiosa in raccordo con imprenditori locali. Dietro le attività criminali oggetto dell’ultima operazione ci sarebbe la cosca curtense dei Multari, che per gli investigatori è legata alla famiglia di Nicolino Grande Aracri.

Un filone di indagine partito nel 2017 dietro impulso della Procura Distrettuale Antimafia di Venezia; la cosca è composta dai fratelli Domenico, Carmine e Fortunato, nonché da Antonio e Alberto, figli di Domenico che da anni è responsabile di reati commessi con la complicità di soggetti residenti nelle province di Crotone e Venezia, con l’aggravante del “metodo mafioso”.

Dalle indagini è emerso che benché Domenico Multari avesse subito la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dei beni, sarebbe riuscito ad impedire il perfezionamento della procedura di vendita all’asta degli immobili sequestrati, attraverso contratti simulati di vendita a prestanome.

Ma ci sarebbe di più.

Dagli accertamenti del Ros sarebbe emerso che imprenditori e comuni cittadini si sarebbero rivolti per ogni tipo di problematica economica o privata a Domenico Multari, pur consapevoli dello suo spessore criminale, al fine di ottenere il completo assoggettamento psicologico dei propri interlocutori.

L’esistenza di soggetti ritenuti ‘ndranghetisti era già stata evidenziata in passato, sempre in Veneto, con gli arresti avvenuti nell’ambito dell’operazione “Aemilia”, diretta dalla Dda di Bologna.

Per ribadire il concetto che la mafia è egemone in ogni regione italiana basterebbe andarsi a leggere tutti i report sulle mafie: negare o derubricare il fenomeno o relegarlo solo in alcune aree del sud permette a queste cosche criminose di riprodursi e radicarsi sempre più.

Per quanto riguarda il Veneto, le organizzazioni criminali di stampo mafioso sono presenti con caratteristiche e modalità simili al resto di Italia, dove sono radicate e attive non solo in attività illegali, come riciclaggio di denaro, estorsione e traffico di droga, ma anche in tutte quelle attività legali dove sempre vige la minaccia, la violenza e il ricatto. Numerosi reati economici e fiscali sono commessi da persone in relazione con la criminalità organizzata.

Le mafie fin dai primi anni ’90 hanno scelto il Veneto per investire risorse e per nascondere latitanti.

Continua a leggere, scarica il pdf 19/02/19

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Roberta Lemma

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