Il primo master anticorruzione e antimafia italiano diventa itinerante e interateneo

Nuova veste per il Master APC – Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, nato a Pisa nove anni fa e che oggi, grazie a una convenzione stipulata con Libera e con le università di Torino, Napoli e Palermo, diventa interuniversitario e itinerante. Con l’obiettivo di perfezionare l’offerta formativa, i moduli si terranno nelle diverse sedi universitarie dove si svolgeranno le lezioni: da Torino farà rotta verso sud passando per Pisa, Napoli e Palermo. I corsi sono partiti alcuni giorni fa a Torino con una lectio magistralis di don Luigi Ciotti e arriveranno a Pisa nelle prossime settimane, con un ospite speciale atteso per il 14 marzo: Raffaele Cantone, attuale presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, in un incontro organizzato insieme al dottorato di giurisprudenza.

Il master, diretto dal professor Alberto Vannucci, professore di Scienza politica dell’Ateneo pisano e membro dell’ufficio di presidenza di Libera, manterrà la sua sede amministrativa a Pisa, dove è nato e dove conta già otto edizioni: «Grazie a questa nuova formula, gli allievi potranno non solo fruire delle lezioni in aula tenute dai più importanti studiosi dei temi oggetto del master, ma avranno la possibilità di sperimentare e applicare sul campo – incontrando le esperienze amministrative e del terzo settore di più città italiane – gli strumenti teorici acquisiti – spiega Vannucci – Questa metodologia ha lo scopo di fornire agli studenti una preparazione alla frontiera delle conoscenze e delle esperienze più significative, andando a formare figure professionali in grado di leggere in una prospettiva interdisciplinare i fenomeni criminali nella loro complessità, acquisendo competenze sui più efficaci strumenti utili a pianificarne il contrasto e a ideare percorsi di prevenzione».

Il master prevede la partecipazione di oltre 60 relatori, più di 320 ore frontali, un tirocinio finale per l’elaborazione di una tesi da discutere. La teoria si integrerà con esperienze sul campo e iniziative extra didattiche promosse e organizzate dalla rete territoriale di Libera. Gli studenti avranno la possibilità di seguire quattro moduli tematici, uno per ciascun ateneo: «Questa nuova organizzazione è un importante segnale di condivisione – conclude Vannucci – nella consapevolezza che la conoscenza è precondizione di qualsiasi reazione istituzionale, che il sapere critico è l’arma più potente contro mafiosi e corrotti. Di qui un impegno assunto assieme a Libera dalle quattro università per l’elaborazione di un percorso formativo congiunto, volto alla formazione delle coscienze e delle competenze necessarie dei futuri “professionisti dell’etica».

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