Aggressioni in corsia, le guardie giurate chiedono a Salvini lo status di “polizia sussidiaria”

Un appello al ministro Matteo Salvini, affinché intervenga per riconoscere lo status di “polizia sussidiaria” alle guardie particolari giurate, in modo da dotarle di poteri che non hanno per collaborare con le forze dell’ordine. A lanciare la proposta è il presidente emerito dell’Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate, Giuseppe Alviti che ha preso spunto da una recente intervista rilasciata dal Questore di Napoli al quotidiano “Il Mattino” (realizzata dall’ottima collega Melina Chiapparino) all’indomani dell’ennesima aggressione in corsia. “Ho proposto di potenziare la videosorveglianza nelle aziende ospedaliere, rendendoci disponibili per la consulenza sull’allestimento delle telecamere e per collegare i sistemi di sicurezza nei nosocomi con la nostra sala operativa. Vanno implementati nei pronti soccorsi e nei presidi sanitari, anche i servizi della vigilanza armata che non ha solo la funzione di selezionare gli ingressi e rilevare gli episodi di aggressione ma deve essere pronta a intervenire in caso di necessità, perché si tratta di pubblici ufficiali sottoposti alla mia autorità di Questore”. Così il dottor Antonio De Iesu che indica quelle che, a suo avviso, sono le misure da adottare per rendere più sicuri gli ospedali: “La strada maestra – continua il responsabile dell’ordine pubblico – è la videosorveglianza all’avanguardia, con il collegamento diretto con la Questura e anche i singoli vigilantes potrebbero essere dotati di sistemi avanzati di allarme, collegati con la nostra sala operativa attraverso pulsanti sulla cintola. L’importanza della videosorveglianza vale anche per le ambulanze, da dotare di telecamere esterne. In pratica, è opportuno che le aziende investano nella sicurezza e in un maggior numero di divise di polizia sussidiaria. È fondamentale la sinergia tra polizia di Stato e guardie giurate per questo stiamo riattualizzando “Mille occhi sulla città”, il progetto che prevede proprio la stretta collaborazione con gli istituti di vigilanza privata”.

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