“Clausola sociale”, dal 15 marzo entrano in vigore le nuove linee guida dettate dall’Anac

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale numero 50 del 28 febbraio scorso la delibera Anac n. 114 del 13 febbraio 2019 che contiene le modalità di applicazione e di funzionamento dell’istituto della “clausola sociale” nei contratti pubblici.

Si tratta di quelle specifiche clausole che le stazioni appaltanti inseriscono nel contratto per promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato.

Le nuove regole entrano in vigore da venerdì 15 marzo.

L’art. 50 dispone che per gli affidamenti dei contratti di concessione e di appalto di lavori e servizi diversi da quelli aventi natura intellettuale, con particolare riguardo a quelli relativi a contratti ad alta intensità di manodopera, i bandi di gara, gli avvisi e gli inviti inseriscono, nel rispetto dei principi della Ue, specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato, prevedendo l’applicazione da parte dell’aggiudicatario, dei contratti collettivi di settore.

I servizi ad alta intensità di manodopera sono quelli nei quali il costo della manodopera è pari almeno al 50 per cento dell’importo totale del contratto.

Se il contratto comprende in modo scindibile sia prestazioni afferenti ad attività assoggettate all’obbligo di previsione della clausola sociale, sia prestazioni non soggette, la clausola sociale si applica limitatamente alle attività ricadenti nell’obbligo. Resta ferma la facoltà per la stazione appaltante di estendere l’applicazione della clausola sociale alle attività non assoggettate all’obbligo, purché non escluse ai sensi dell’art. 50.

Nella delibera si specifica che l’applicazione della clausola non comporta un indiscriminato e generalizzato dovere di assorbimento del personale utilizzato dall’impresa uscente, che deve, invece, essere armonizzato con l’organizzazione aziendale del nuovo affidatario. Il riassorbimento è imponibile nella misura e nei limiti in cui sia compatibile con il fabbisogno richiesto dall’esecuzione del nuovo contratto e con la pianificazione e l’organizzazione definita dal nuovo assuntore.

Per questo motivo il concorrente all’appalto deve allefare all’offerta un progetto di assorbimento, per illustrare le concrete modalità di applicazione della clausola sociale, con riferimento al numero dei lavoratori che ne beneficeranno e alla relativa proposta contrattuale.

Le linee dettate dall’Anac precisano che “la mancata accettazione della clausola sociale costituisce manifestazione della volontà di proporre una offerta condizionata, come tale inammissibile nelle gare pubbliche, per la quale si impone l’esclusione dalla gara”.

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