Reddito di cittadinanza e quota 100 incognite sul futuro del governo

L’applicazione del Reddito di cittadinanza e di quota 100 rischiano di portare a non poche distorsioni. Ad esprimersi è il professor Giorgio Roverato, Studioso senior nell’Università degli Studi di Padova, dove a lungo ha insegnato Storia economica e Storia dell’impresa; quest’ultima sopratutto nel Master in Conservazione e Valorizzazione del Patrimonio industriale. Lo abbiamo interpellato per registrate il suo punto di vista sui principali temi dell’attualità economica.

Il governo giallo verde ha approntato due provvedimenti che hanno una forte ricaduta sul sistema economico: il reddito di cittadinanza e la famigerata “quota cento”. A suo giudizio, professore, erano le cose giuste da fare?

“Le due misure rispondono evidentemente, anche se in misura diversa, ad esigenze oggettive: che sono da un lato il contrasto a situazioni di indigenza/povertà e il reinserimento (o inserimento) lavorativo di persone attualmente prive di occupazione, e dall’altro una parziale, ancorché temporanea, correzione dell’ultima riforma pensionistica, la cd. Legge Fornero. E, tuttavia, la loro concreta applicazione mi appare complicata, e rischia di portare a non poche distorsioni. Soprattutto nel caso del reddito di cittadinanza, le cui modalità di attribuzione non sono ancora esattamente definite, in particolare sull’aspetto del reinserimento nel mercato del lavoro dei soggetti cui esso è rivolto.

In che senso?

C’è il rischio che la manovra si riduca a puro assistenzialismo, e che non venga conseguito un reale incremento dell’occupazione. Non sono infatti chiari i requisiti e le effettive competenze dei futuri (credo molto “futuri”) navigators, peraltro reclutati con il ricorso ad anomali, e controversi, Contratti di Collaborazione Coordinata e Continuativa. Ritengo che il contrasto alla povertà sarebbe stato meglio realizzato con un potenziamento ed estensione del Rei (il Reddito di inclusione introdotto nel 2018 dal Governo Gentiloni), mentre il reinserimento/inserimento avrebbe potuto essere più efficacemente perseguito realizzando una virtuosa sinergia con le Agenzie di Lavoro Interinale, che hanno dimostrato nel tempo particolari capacità di ricollocamento di soggetti disoccupati.

E per quanto riguarda “quota 100”?

“Fermo restando che chi aderirà alla scelta del pensionamento anticipato si troverà presto ad avere un assegno non adeguato al costo della vita, o comunque alle aspettative nutrite, esso non si tradurrà automaticamente nella assunzione di persone disoccupate. Soprattutto nel pubblico impiego, stanti le difficoltà di bilancio di stato ed enti territoriali; con il rischio, peraltro, che la diminuzione di impiegati renderà ancor più problematica l’efficienza di alcuni servizi, ad esempio dell’Inps proprio quando su quell’Istituto vengono riversate le complicate incombenze per l’attribuzione e gestione del Reddito di cittadinanza.

Ho l’impressione che a livello governativo non siano state attentamente valutati gli effetti collaterali di tali provvedimenti. Spero di sbagliarmi, come spero sbaglino quanti, e non sono pochi, temono che il reddito di cittadinanza conviva con il lavoro nero eventualmente esercitato dai suoi beneficiari: sarebbe un clamoroso autogol per il governo”.

Quanto pesano, sul nostro sistema economico, i vincoli che ci derivano dalla Ue?”

“Posto che i trattati dell’Unione sono datati, e meritano una ampia revisione (penso ad esempio al trattato di Dublino, in merito all’accoglienza dei migranti, o all’avvio di una integrazione delle politiche fiscali), credo che il nostro sistema economico abbia avuto più vantaggi che svantaggi dai vincoli comunitari. L’Italia, piuttosto, o – meglio – il suo governo nazionale e i governi regionali non sappiano ancora cogliere fino in fondo le opportunità offerte dai fondi erogati su specifici programmi dalla legislazione europea. E ciò riguarda non solo il Meridione, ma anche alcune regioni del Centronord, e le stesse imprese.

Si parla sempre poco di lotta all’evasione fiscale: perché? Serve una patrimoniale?

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