Campania maglia nera in Italia per gli amministratori pubblici intimiditi

di Maria Carotenuto

La Campania per il secondo anno consecutivo si conferma la regione in cui sono state registrate il maggior numero di intimidazioni nei confronti degli amministratori locali con 93 casi censiti (+8% rispetto al 2017). Segue nella classifica regionale la Sicilia, con 87 casi (+10%). Al terzo posto si conferma la Puglia con 59 casi e al quarto la Calabria con 56. Conferma il quinto posto anche la Sardegna con 52 casi censiti (+8%).

Il dato emerge dal Rapporto “Amministratori sotto tiro” elaborato da “Avviso pubblico”. Sono 574 gli atti intimidatori, di minaccia e violenza nei confronti degli amministratori locali censiti da Avviso Pubblico nel 2018, uno ogni 15 ore.

Dal 2011, anno della prima edizione del Rapporto in cui furono censiti 212 casi, gli atti intimidatori sono aumentati del 170%. Il fenomeno lo scorso anno ha coinvolto tutte le regioni italiane ad eccezione della Valle d’Aosta, 84 Province e 309 Comuni.

Dopo la lettura di un estratto della storia del sindaco di Monte Sant’Angelo (FG), nel mirino di continue minacce nel corso degli ultimi mesi, interpretata dall’attrice sociale Tiziana Di Masi (tratta dal progetto FronteComune, ideato per supportare gli amministratori minacciati attraverso una rete di cultura della legalità) ad aprire la presentazione del Rapporto è stato l’intervento del Presidente di Avviso Pubblico Roberto Montà, Sindaco di Grugliasco (Torino): “Non è normale diventare il bersaglio di minacce spesso reiterate quando si ricopre un incarico pubblico. La violenza va sempre respinta e denunciata. Per questo motivo ribadiamo un principio che abbiamo sottolineato con forza anche durante la nostra audizione alla Commissione d’inchiesta istituita dal Senato nella passata legislatura: tutti gli amministratori che finiscono sotto tiro devono denunciarlo immediatamente alle autorità competenti. Nulla deve essere taciuto e accettato. Nemmeno gli episodi che apparentemente sembrano minori. E chi viene minacciato non deve essere lasciato solo”. Successivamente Claudio Forleo, giornalista e curatore del Rapporto, ha presentato i dati e le tendenze emerse nel 2018: “Stiamo assistendo al prepotente emergere di un fenomeno che in alcuni contesti territoriali è talmente radicato che rischia di essere considerato normale. Un messaggio devastante per chi riveste un ruolo pubblico e per chi ha voglia di mettere a disposizione le proprie competenze al servizio della collettività, candidandosi come amministratore locale. Incendi, aggressioni, lettere minatorie, invio di proiettili, utilizzo di esplosivi, spari contro auto e case, diffamazioni sui social network. È questa la realtà che vivono tanti amministratori locali in Italia”. Alla presentazione dei dati è seguito il dibattito moderato da Giorgio Mottola, giornalista di Report. “I numeri presentati da Avviso Pubblico continuano a crescere, ma possono raccontare solo la parte emersa di un fenomeno che è anche più esteso – ha dichiarato Luigi Gaetti, sottosegretario al Ministero dell’Interno – Sono molto d’accordo con quanto esprime il Rapporto quando nella sua analisi chiede un cambio di mentalità nella rappresentazione del nostro Paese: una forma di sostegno e di aiuto concreto nei confronti degli amministratori locali è raccontare la buona politica, cancellando la bugia ‘sono tutti uguali’ che troppo spesso viene raccontata”. “Gli amministratori locali rappresentano la spina dorsale e, al tempo stesso, una cartina al tornasole del nostro Paese – ha evidenziato il Generale Giuseppe Governale, Direttore della Direzione Investigativa Antimafia – Il numero di atti di intimidazione nei loro confronti è allarmante, ma può essere letto anche in un altro verso: vuol dire che sempre più sindaci si oppongono, danno fastidio, costruiscono consapevolezza nelle comunità sui problemi legati alla presenza nei territori di fenomeni criminali e mafiosi”.

Ma torniamo ai numeri. Il 66% del totale dei casi censiti (379) si è registrato nel Mezzogiorno – in particolare il 42% dei casi nel Sud e il 24% nelle Isole – mentre il restante 34% del totale (195 casi censiti) si è registrato nel Centro-Nord, dove si riscontra un ulteriore aumento delle minacce e intimidazioni rispetto al 2017. La situazione regionale: in Campania il maggior numero di intimidazioni. Il primato della Toscana nel Centro-Nord

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