Intitolata a Nilde Iotti la Biblioteca della Camera

di Maria Carotenuto

Nei giorni scorsi, in occasione del ventennale della elezione della prima donna a Presidente della Camera, è stata intitolata a Nilde Iotti la Biblioteca della Camera.

Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente Roberto Fico, il vice Ettore Rosato e la presidente della Fondazione Nilde Iotti, Livia Turco.

Nel ricordare l’indimenticata donna delle Istituzioni, il presidente Fico ha sottolineato che si tratta anche “di un riconoscimento del ruolo che Nilde Iotti ha rivestito nella storia di questa istituzione e della Repubblica. Tutto il suo percorso politico e di vita – da staffetta partigiana, da componente dell’Assemblea Costituente, da deputata nelle prime legislature repubblicane, e quindi da Presidente della Camera – testimonia il suo spirito di servizio verso il Paese, il rispetto per le ragioni dei suoi interlocutori, una umanità e una passione politica e civile non comuni, unite a una grande sobrietà”.

“Qualità – ha proseguito – che spiccarono durante i tredici anni della sua Presidenza. Anni non facili in cui l’Italia attraversò delicati passaggi istituzionali e vicende turbolente: il tramonto dei governi di solidarietà nazionale, la violenza brutale del terrorismo e della criminalità mafiosa, le prime propaggini di Tangentopoli. In quei frangenti Nilde Iotti dimostrò concretamente di credere nella centralità del Parlamento come luogo di confronto, anche acceso ma sempre rispettoso delle regole e delle procedure, tra idee e culture e di sintesi avanzata tra interessi diversi”.

Classe 1920, Leonilde (per tutti Nilde) fu staffetta partigiana durante la Resistenza.  Dopo il Referendum del 2 giugno 1946, grazie al quale per la prima volta le donne italiane esercitarono il diritto di voto, la Iotti, appena 26enne, fu mandata in Parlamento. Dapprima come semplice deputato, poi come membro dell’Assemblea Costituente, attraverso la sua sensibilità e la sua cultura istituzionale, diede prova di uno spiccato talento politico. Fece parte della Commissione dei 75, alla quale fu assegnato il compito di redigere la bozza della Costituzione repubblicana, da sottoporre al voto dell’intera Assemblea.

Nel corso di mezzo secolo, vissuto all’interno delle istituzioni repubblicane, fu promotrice della legge sul diritto di famiglia del 1975, della battaglia sul referendum per il divorzio (1974) e per la legge sull’aborto (1978). Dal 1979 al 1992 ricoprì la carica di Presidente della Camera, segnalandosi per grande capacità di equilibrio, di mediazione e di saggezza. Nel 1993 ottenne la Presidenza della Commissione Parlamentare per le riforme istituzionali. Nel 1997 venne eletta Vicepresidente del Consiglio d’Europa. Morì nel 1999.

Scarica Edizione del 17 aprile 2019

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