La Casta non difende la proprietà

Nei giorni scorsi Veronica Ruggieri, una delle inviate del programma “Le Iene”, ha raccontato la storia di una signora palermitana che si è ritrovata con la villa di famiglia occupata da sconosciuti.

Quando ha cercato di rientrare in possesso del suo immobile è stata ingiuriata e messa alla porta con la minaccia (udite, udite) di far intervenire le forze dell’ordine.

Uno degli occupanti – tutti italiani (per noi non sarebbe stato diverso se si fosse trattato di extracomunitari, rom, ecc.) – dopo aver spiegato che, fino a poco tempo fa viveva in affitto pagando un canone di 500 euro al mese e di aver perso il lavoro, ad un certo punto dell’intervista riconosce che, prima o poi, la legittima proprietaria riavrà il suo cespite.

Nel frattempo, però, insieme ai suoi sodali, si gode l’immobile, ben consapevole del fatto che quando arriverà la sentenza che darà ragione alla legittima proprietaria saranno trascorsi anni.

Cosa pensare di fronte ad una vicenda del genere?

Innanzi tutto non si può non esprimere solidarietà e vicinanza alla vittima del sopruso. Al suo posto sarebbe stato molto difficile mantenere la calma. Specie di fronte alle foto di famiglia ammassate in cassette di fortuna.

C’è, però, un ulteriore dato che, a nostro giudizio merita di essere evidenziato.

In un clima da campagna elettorale permanente, dove ognuno dei protagonisti della scena politica nazionale non perde occasione di lanciare slogan alla ricerca di consenso, tutti hanno perso il sano contatto con la realtà.

Fermo restando il sacrosanto diritto di tutti ad avere un tetto sotto cui ripararsi (anche degli occupanti abusivi), la spoliazione della proprietà privata costituisce un fatto gravissimo che dovrebbe far scattare una reazione ferma e decisa da parte delle istituzioni e della magistratura.

Così non è, perché i signori della Casta trovano più interessanti i selfie con i propri elettori (esponendosi anche a qualche scherzo di troppo), piuttosto che una seria riforma della giustizia che ponga i cittadini al centro dell’azione giudiziaria.

Mala tempora currunt…

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