Liguria, che fine hanno fatto le denunce di Nadia Gentilini?

Il 6 maggio Nadia Gentilini, mai riconosciuta testimone di giustizia – pur avendo denunciato un importante sistema mafioso che ha prima tentato di corromperla e poi di piegarla con la violenza, senza però riuscirci – ha consegnato a mano al Palazzo del Quirinale, all’attenzione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Consiglio Superiore della Magistratura, all’attenzione del dottor Piercamillo Davigo, Presidente della II Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione e membro togato dell’organo di autogoverno dei giudici, alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, affidata al dottor Cafiero De Raho, e, non ultimo, al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, l’ultima di una lunga serie di denunce rimaste inascoltate. Allo stato, infatti, nonostante il clamore suscitato dalle rivelazioni della donna, non c’è stato alcun pronunciamento dell’autorità giudiziaria. Di qui la levata di scudi di Federcontribuenti: “Se la magistratura e le Autorità Istituzionali non si muovono impedendo di giungere ad un processo, come si arriva ad una s e n t e n z a ? La prescrizione resta funzionale, una speranza per chi ha le mani e la coscienza sporca” Nadia è pazza o in Liguria, come nel resto del nord, la ‘Ndrangheta ha la libertà di pensare ai propri interessi? Dal quadro che emerge dalle denunce la ’ndrangheta avrebbe un peso specifico molto forte nel territorio ligure, anche maggiore rispetto agli altri sodalizi criminali di origine siciliana e campana. Vi sarebbe, inoltre, una importante presenza nel campo dell’imprenditoria edile e nello smaltimento dei rifiuti. Un coacervo di interessi non chiari sui quali Nadia Gentilini – esponendo se stessa ed i suoi affetti più cari a gravissimi rischi – ha chiesto di fare luce coinvolgendo esponenti politici del territorio che, con il passar del tempo hanno assunto ruoli istituzionali importanti. Nulla si è mosso. Di qui l’ennesima iniziativa che ha il sapore di un ultimo, disperato grido di aiuto: “Sono spariti tutti e mi chiedo come si possa lasciar cadere nell’oblio fatti così rilevanti”. Secondo la testimone scomoda è come se una cappa opprimesse la Liguria, ma nessuno muove un dito. Tutto questo (e altro ancora) sono raccontati nel libro “Annientata. La mia lotta per la legalità”, scritto da Nadia Gentilini e pubblicato, nel 2018, dall’Editore Il Seme Bianco con la prefazione di Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti Italia e editore de La Voce dei cittadini. Che fine hanno fatto le denunce di Nadia Gentilini?

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Roberta Lemma

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