Multiproprietà, da sogno a incubo delle famiglie italiane

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha sognato di trascorrere un periodo di relax in un angolo di paradiso. Per migliaia di famiglie italiane questo desiderio si è, purtroppo, trasformato in un incubo dal quale non è assolutamente facile uscire. Sia chiaro: nessuno vuole in alcun modo criminalizzare la multiproprietà in quanto tale. È, tuttavia, innegabile che nel settore siano attivi personaggi senza scrupoli, pronti ad approfittare della ingenuità dell’interlocutore di turno. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire in che modo l’angoscia occupa lo spazio del desiderio di relax in un luogo esclusivo. La vacanza “conveniente” in un posto esclusivo La multiproprietà è un particolare contratto che permette a più acquirenti di godere del diritto di abitazione di un immobile ma non contemporaneamente. Si tratta di un istituto che non appartiene alla nostra tradizione giuridica e per il quale i giuristi di casa nostra hanno impiegato un ben po’ prima di arrivare ad una nozione. Tralasciando tutti i discorsi tecnici (che volentieri lasciamo agli avvocati) possiamo dire che ogni multiproprietario gode in via esclusiva dell’immobile, poiché al momento della stipula vengono definiti dei turni ben precisi per il soggiorno. Questo significa che ci sono più proprietari ma ad ognuno viene garantito il diritto di godimento individuale. Il boom si è avuto durante gli anni ’80. Molti, complice un comunicazione pubblicitaria particolarmente incisiva, si sono fatti attrarre dal miraggio di ottenere un immobile in una località esclusiva ad un prezzo stracciato rispetto ai costi da affrontare nel caso di una compravendita. Non secondaria è la convinzione che si tratti di un investimento fruttuoso nel tempo. Non sempre l’idillio è così come appare. Specie riguardo alle spese di gestione e di manutenzione dell’immobile che, in molti casi, rappresentano una pesantissima zavorra al collo dei multiproprietari. Le istruzioni per l’uso degli esperti di Federcontribuenti Lo sanno bene gli esperti della Federcontribuenti che da anni seguono ed assistono le persone raggirate con macchinazioni subdole. In Italia ci sono 200mila multiproprietari che vogliono liberarsi delle spese di gestione. Un multiproprietario su due è stato truffato da società che promettevano una vendita, mai avvenuta. Una trentina di società che operano nel settore di rottamazione e/o permuta contattano i multiproprietari in Italia vantando vendite e rendite inesistenti dietro il pagamento di un anticipo, per poi sparire nel nulla. Le ultime segnalazioni, come rivelato dalla vicepresidente dell’associazione, Roberta Lemma, puntano i riflettori sulla Spagna. Sul tavolo degli avvocati sarebbero arrivate un centinaio di richieste da parte di associati e di semplici cittadini che possiedono una multiproprietà per chiedere informazioni su società immobiliari spagnole che assicurano di avere un cliente pronto ad acquistare le multiproprietà a prezzi che variano dagli ottomila ai quindicimila euro. Il canovaccio è sempre lo stesso. Come ha spiegato la numero due di Federcontribuenti in un recente approfondimento realizzato per la nostra testata, la società che gestisce la multiproprietà o la quota vacanze inizia a chiamare di continuo il proprietario avanzando richieste di denaro per improvvise spese di gestione. Le telefonate si fanno sempre più insistenti fino ad arrivare alla prospettazione di azioni giudiziarie di recupero dei crediti. A questo punto l’utente viene contattato da operatori iberici che assicurano di avere un compratore interessato ad acquistare proprio la sua multiproprietà e che basta anticipare le spese notarili per ricevere il compenso. Queste società di intermediazione chiedono all’ignaro multiproprietario di inviare a loro tutta la documentazione e nel giro di due giorni gli viene inoltrato via mail la proposta di acquisto. Tutto si svolge per telefono e via mail, ivi compresa la firma del contratto preliminare. Dopo qualche giorno, con la scusa della mancanza del foglio informativo, gli spagnoli si propongono di incaricare un avvocato del posto per predisporre tale documento, senza il quale non è possibile concludere la vendita. A questo punto scatta la prima richiesta di versamento, di solito di poco inferiore ai mille euro. È solo il primo atto. Una ulteriore richiesta non tarda ad arrivare, in quanto l’aspirante acquirente esige la registrazione del preliminare presso un notaio spagnolo, altrimenti non pagherà la caparra. E qui vanno in fumo altri mille euro. Al venditore vengono trasmessi i documenti che attestano i pagamenti che l’agenzia ha effettuato a favore dei professionisti con tanto di carta intestata dell’avvocato e del notaio. In terza battuta si chiedono altri soldi per la traduzione e il versamento delle tasse sul valore del bene in vendita. Calvario terminato? Niente affatto. Il multiproprietario italiano viene informato che la società di gestione del residence vanta arretrati di spese sulle tasse equivalenti alle nostre Imu e Tarsu. Anche in questo caso per andare avanti occorre pagare per consentire che il rogito avvenga senza intoppi. Dopo aver pagato circa cinquemila euro la vittima designata comincia a nutrire sospetti e si rivolge alle associazioni di consumatori per avere informazioni. Per gli esperti di Federcontribuenti non è un caso che le chiamate arrivino dalla Spagna, “perché lì le leggi in questo ambito non prevedono nessuna forma di tutela per l’ignaro consumatore”. Di qui l’appello: quando vi viene presentata una proposta allettante, fate attenzione e fatevi controllare sia i documenti sia la serietà sia la veridicità di chi vi ha contattati. In verità i multiproprietari non riescono ad accettare la dura realtà di essere stati abbindolati. E così continuano a sperare in un guadagno cercando un compratore e finendo invece truffati due volte. Sono ormai anni che la Federcontribuenti accompagna multiproprietari perseguitati verso una risoluzione e anni che riceve segnalazioni su truffe ben congegnate. Visto il desiderio di liberarsi della multiproprietà queste società fioriscono e acquistano i database dei multiproprietari e dopo averli raggiunti telefonicamente gli promettono di acquistare per i propri clienti la settimana. Il “mito” della certezza del rimborso Esiste la certezza di un rimborso? La risposta di Federcontribuenti è chiara: “Chi garantisce al 100% un’azione legale vi sta, ulteriormente, truffando. Nessuno studio legale, associazione o altra entità può garantire una sentenza positiva. Fate attenzione alle procure o ai mandati o addirittura ai contratti che vi chiederanno di firmare preventivamente, molti documenti prevedono parcelle esagerate, anticipi non in linea con i principi legali e saldi anche in caso di sentenza negativa”. Purtroppo non esistono strumenti per monitorare con precisione la portata di un fenomeno che riguarda 200mila famiglie del Belpaese ferite nell’orgoglio e nel portafogli. Una percentuale superiore al venti per cento si è liberata dalle catene attraverso studi professionali seri. Il sospetto è che oltre il 70 per cento sia finito nelle mani di persone prive di scrupoli. Per questo Federcontribuenti continuerà a condurre la sua battaglia di trasparenza e di legalità, grazie ai suoi professionisti che hanno maturato sul campo una lunga esperienza e conoscono a menadito le tecniche usate dai “furbetti” della multiproprietà. Un ulteriore capitolo da approfondire è quello della identità dei veri proprietari di questi complessi turistici che finiscono al centro delle querelle che abbiamo appena descritto, senza dimenticare la necessità di chiarire l’origine e la destinazione degli ingenti flussi di denaro.

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