Incarichi dirigenziali, lo schema di direttiva di Palazzo Chigi ai raggi X

Fa molto discutere lo schema di direttiva della Presidenza del Consiglio dei ministri (DIP 018185 P-4.4.11 del 10 aprile 2019) che detta criteri e modalità per il conferimento degli incarichi dirigenziali nella pubblica amministrazione. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Enrica Guerriero, patrocinante in Cassazione e davanti altre Magistrature Superiori, dottore di Ricerca in “Storia delle Strutture Amministrative”.

Avvocato perché questo schema di direttiva non la convince?

“Innanzitutto perché con la scusa di garantire, da un lato, la continuità dell’azione amministrativa e, dall’altro, la certezza delle situazioni giuridiche finisce, in concreto, per fare dell’eccezione – il conferimento degli incarichi dirigenziali – la regola, in violazione dei principi costituzionali e del giudicato costituzionale”.

A cosa si riferisce?

“È principio fondamentale ed inderogabile dell’ordinamento giuridico che l’accesso alla Dirigenza pubblica avvenga tramite il concorso pubblico. Il principio è stato affermato dalla Corte Costituzionale fin dalla sentenza n. 1/1999 secondo cui esiste “una relazione tra l’art 97 e gli artt. 51 e 98 della Costituzione”.

La Consulta in concreto che dice?

“In un ordinamento democratico – che affida all’azione dell’amministrazione, separata nettamente da quella di governo (politica per definizione), il perseguimento delle finalità pubbliche obiettivate dall’ordinamento; il concorso pubblico, quale meccanismo di selezione tecnica e neutrale dei più capaci, resta il metodo migliore per la provvista di organi chiamati ad esercitare le proprie funzioni in condizioni d’imparzialità ed al servizio esclusivo della Nazione. Ecco perché l’accesso alla Dirigenza pubblica deve avvenire tramite il concorso pubblico e, pertanto, il ricorso allo strumento degli incarichi dirigenziali è legittimo soltanto se ed in quanto rispetti realmente i limiti della provvisorietà in funzione di temporanee esigenze dell’Amministrazione”.

Sappiamo bene, invece, che le cose non sono andate così. Con questa direttiva cosa cambia?

“Lo schema di direttiva, in violazione dei presupposti della temporaneità e dell’eccezionalità degli incarichi, stabilisce la rotazione di essi, creando, in tal modo, un sistema “stabile” di conferimento degli incarichi, che invece di configurarsi quale eccezionale strumento per far fronte temporaneamente alle esigenze dell’Amministrazione, si pone quale alternativa stabile e privilegiata rispetto al concorso. Ma c’è di più”.

Cosa?

“Viene addirittura previsto che sia possibile proporre il rinnovo dell’incarico al dirigente dei ruoli della Presidenza, per una sola volta, senza fare ricorso alle procedure di interpello”. Dunque, non soltanto sono dettate direttive, che “fanno abuso” dell’istituto ma viene previsto il rinnovo dell’incarico al di fuori di qualsivoglia forma, seppure minima, di selezione. Per tutto quanto spiegato, lo schema di Direttiva è illegittimo perché elude le previsioni in materia e rende stabile un “istituto eccezionale e temporaneo”.

Download “29 maggio – La Voce dei Cittadini” 29-maggio-2019-La-voce-dei-cittadini.pdf – Scaricato 33 volte – 3 MB

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